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Itinerari in collaborazione con

"La rivista del Trekking"

In quest'area troverete gli itinerari creati in collaborazione con "La rivista del Trekking": itinerari a piedi, in bicicletta e in mountain bike.

Diverse le difficoltà e i tempi di percorrenza. 

 

Equi Terme e l'eremo di San Giorgio
Giunti alle porte di Equi troviamo i cartelli della sentieristica che ci conducono, percorrendo una stradina in salita, alla partenza del percorso, in località la Prada, di fronte ad una abitazione. Qui saliamo nel bosco di castagni e procediamo su una mulattiera lastricata. Dalla nostra destra si ode il rumore delle turbolente acque del torrente Lucido e raggiungiamo in breve un'area con degli abeti; siamo al cimitero posto poco fuori dal centro di Aiola a cui ci avviciniamo tenendo la sinistra. Attraversiamo l'antico borgo, superando successivamente un ponticello ed una fonte con lavatoio, fino a procedere su via Baracca.

Arrivati alla chiesa si sale sulla scalinata accanto all'edificio per trovare nuovamente la mulattiera alla nostra destra, appena fuori dell'abitato. Procediamo adesso affrontando una serie di tornanti che risalgono la montagna, la pendenza è notevole ma il tracciato comodo ci permette di mantenere un buon passo. Circa un quarto d'ora e arriviamo alla deviazione per i ruderi del Castellaccio dove proseguiamo, senza svoltare, ancora in discreta salita. Sopra di noi si intravede un complesso di rocce che raggiungiamo passandoci nel mezzo e camminando per un breve tratto sul versante appena apertosi. Lo abbandoniamo tornando su quello precedente ed andiamo ad affrontare altri due piccoli promontori rocciosi che ci attendono in successione. Giunti qui, in mezzo ai faggi che hanno sostituito i castagni, camminiamo sul fianco della montagna rivolto sulla valle di Vinca, attraversando il pendio a mezza costa con salite più modeste. Ancora venti minuti e si guadagna un bellissimo pianoro preceduto da una vecchia casa in pietra con delle panchine su cui possiamo riposare godendo della magnifica vista delle montagne attorno. Poco oltre la casa si trova una fonte d'acqua.

All'inizio di questa area vediamo la segnaletica che indica l'eremo di san Giorgio verso cui ci dirigiamo. Si tratta di un breve tratto, 400m, che parte prima in discesa per poi affrontare una serie di rocce su cui ci arrampichiamo per sbucare infine su una più comoda mulattiera che conduce alla piazzola del luogo di ritiro. Adesso sono visibili solo i resti della struttura, ma in passato godette di buona fama e fu un centro monastico importante. La fondazione, relativamente recente per questi luoghi così antichi, risale al 1604. La vista che offre questo luogo affascinante ripaga ampiamente per la fatica profusa nel raggiungerlo. Dopo la sosta dobbiamo tornare all'ultimo bivio, alla casa in pietra. Da qui è possibile raggiungere il paese di Vinca, passando per la Maestà omonima, oppure tornare ad Equi lungo la strada percorsa all'andata.

 

Il rifugio Carrara e Foce Pozzi
Partiamo dal piazzale in cui la strada asfaltata si interrompe, dove le indicazioni sulla destra indicano il rifugio CAI Carrara, situato a campo Cecina. Passiamo accanto a una fonte e percorriamo un percorso lastricato che si porta nel bosco. Oltrepassiamo una abitazione ed arriviamo alla deviazione in salita per il rifugio, costeggiata da una staccionata in legno.

Raggiunta la struttura teniamo la sinistra per infilarci nel bosco fitto di faggi. Procediamo senza grandi pendenze fino a quando troviamo una decisa deviazione sulla destra, che prendiamo per percorrere un breve tratto nella direzione dalla quale siamo venuti. Pochi passi ed abbandoniamo il sentiero voltando a sinistra: sono visibili le indicazioni per il n. 183. Poco dopo oltrepassiamo un spiazzo erboso che ci offre la vista delle montagne attorno e continuiamo arrivando al successivo pianoro che affrontiamo dritti. Quindi procediamo nella vegetazione tagliando il colle su cui passeggiamo a mezza costa, alterando tratti boschivi a brevi uscite allo scoperto, in modo da arrivare, in una ventina di minuti, ad uno splendido belvedere naturale che si affaccia sulla impressionante vetta del Pizzo d'Uccello e da cui è possibile seguire tutto lo sviluppo della cresta Nattapiana, che a strapiombo sale verso la cima. Il paesaggio che ci circonda mostra le tipiche caratteristiche alpestri che contraddistinguono la Apuane da qualsiasi altra zona. Proseguiamo con questo grandioso panorama e  scendiamo trovando un piccolo promontorio che teniamo sulla sinistra.

 

Puntiamo adesso il versante marino per un breve tratto, passiamo accanto ad un profondo pozzo naturale e, sempre seguendo il sentiero, arriviamo a Foce Pozzi. Qui troviamo indicata la foce di Cardeto, nella cui direzione procediamo seguendo il percorso n. 174. Per noi rappresenta il collegamento che percorriamo per andare a prendere la strada per il ritorno. Durante questo tragitto compare di fronte a noi l'isolata vetta conica della Torre di Monzone. Appena avvistata la Torre un bivio, con indicati i sentieri n. 171 e 40, ci introduce alla risalita del bosco. Il sentiero si divide e noi optiamo per quello che sale più ripidamente sulla sinistra.

Pochi metri e raggiungiamo una spalletta che ci mostra il versante occidentale fino ad ora nascosto. Procediamo ancora sul sentiero principale passando accanto ad una grande roccia con alcune piccole grotte e, in costante sali scendi, arriviamo ad una curva a gomito sulla sinistra, in prossimità di una nuova e ripida vallata. Il nostro tragitto passa in mezzo a due costruzioni e sbuca su un poggio con numerose coltivazioni ed alcune case. Risaliamo in diagonale ed arriviamo all'estremità del piazzale dove si trovano delle sculture in marmo. Attraversiamo il piazzale per raggiungere il punto di partenza.